SinistrAttiva è un movimento apartitico formato da studenti e studentesse del Politecnico di Torino, provenienti da esperienze e formazioni differenti. Consideriamo l'università un luogo di crescita, di confronto tra persone ed idee, di promozione della cultura, di condivisione dei saperi. Il sistema universitario deve trovare una nuova forma per la propria organizzazione, occupandosi dei problemi sentiti dall'interno e dimenticando le logiche aziendalistiche.
Abbiamo partecipato attivamente ai momenti di contestazione del DDL Moratti, organizzando momenti di riflessione e iniziative congiunte, partecipando alle manifestazioni insieme ai collettivi di Palazzo Nuovo. Con loro abbiamo partecipato alla manifestazione nazionale di Roma del 25 Ottobre 2005, terminata col presidio di Montecitorio, quando la simpatica Santanchè di AN ha esibito il suo dito medio.
Da marzo siamo impegnati nella realizzazione della rivista AMENTE, distribuita in 5000 copie e giunta ormai al suo terzo numero.
Grazie alla nostra esperienza come studenti, fuorisede e rappresentanti siamo consapevoli che i problemi dell'università sono frutto di una mancanza di comunicazione e di chiarezza. Paradossalmente, accade che i professori a volte non conoscano i piani di studio, il numero di esami da sostenere, il funzionamento della burocrazia.
Il nostro impegno come rappresentanti è quello di far emergere i malfunzionamenti dell'Ateneo, attraverso il contributo degli studenti, e mostrare come il superamento dei disagi sia necessario per la crescita di un sapere libero e critico. Vogliamo per questo promuovere una ampia partecipazione studentesca per il miglioramento del Politecnico e ci impegnamo a sollevare le problematiche degli studenti negli organi collegiali.
I nostri rappresentanti si confrontano con i compagni di corso, nelle assemblee settimanali del collettivo e tramite la rivista Amente.
Forse qualcuno ricorderà (suo malgrado) l'efficienza del nostro sistema di diritto allo studio. Due anni fa, a più di 400 studenti è stata negata la riduzione delle tasse solo perché non avevano consegnato un modulo, su indicazione del personale agli sportelli. Senza possibilità di appello, questi studenti hanno dovuto sborsare anche 1200 euro in più del dovuto (secondo le stime del prof. Mezzalama, circa 60 pizze). Siamo intervenuti al fianco dei malcapitati, cercando di risolvere la situazione, ma l'unica cosa che l'Ateneo ha concesso è stato il dilazionamento dei pagamenti.
Ciò dimostra la scarsa attenzione al diritto allo studio che, anche se formalmente tutelato, passa di fatto in secondo piano. Ci impegnamo a non fare sconti all'Ateneo, evitando che queste situazioni si verifichino di nuovo.
La qualità della didattica è per noi la questione centrale dell'università. I piani di studio al poli vedono un continuo peggioramento sul fronte dei contenuti: del resto è difficile garantire una formazione valida se i corsi sono frammentati in blocchi da massimo 5 crediti.
Altra nota dolente è che i programmi sono mutevoli come il corso delle stagioni, e, anche se si appartiene alla categoria degli studenti modello, ci si può ritrovare da un anno all'altro con il carico didattico stravolto.
In prima facoltà si è assistito ad un dietrofront: se i nuovi iscritti sono tutto sommato fortunati (grazie ad un ritorno a corsi semestrali da 7,5 e più crediti), gli altri invece sono costretti a sostenere i canonici 12 esami da 5 CFU l'anno, ma senza le sessioni intermedie. Sembra adesso che anche in terza Facoltà si vada verso il modello adottato in prima, anche grazie al lavoro dei nostri rappresentanti. Inoltre in terza facoltà è stato introdotto un laboratorio di didattica intermodulare, grazie alla collaborazione tra studenti e alcuni docenti aperti al confronto.
L'insegnamento dell'inglese è universalmente riconosciuto come fondamentale in qualsiasi percorso formativo, anche in quello di un buon ingegnere/architetto. Nonostante i buoni propositi, le lingue al poli sono un calvario per la maggior parte degli studenti. Da quest'anno è possibile sostenere l'IELTS al posto del PET; resta però il problema che è gratuito solo il primo tentativo. Sarebbe più proficuo gestire internamente i corsi, e anche gli esami, conservando la ¿credibilità¿ mediante accordi con gli enti certificatori. In alcuni Atenei europei, ad esempio, gli studenti sostengono un esame identico al TOEFL, ma gratuitamente e senza acquisire il certificato, che si può riscattare in seguito.
Da un po' di anni a questa parte, il numero degli appelli è andato costantemente diminuendo. Ma forse vi sembrano troppi anche tre appelli all'anno! In altri Atenei il numero di appelli è molto più elevato, il che consente agli studenti di terminare effettivamente nei tempi stabiliti, o comunque di potersi organizzare in maniera autonoma.
Anche le soglie di accesso alla laurea magistrale sono in palese contraddizione con il diritto allo studio.
Il cocktail più riuscito tra mancanza di appelli e soglie discriminanti è in terza facoltà, dove uno studente potrebbe vedersi escluso dalla specialistica già dal primo anno, se non passa al primo colpo analisi e geometria.
Il 23 e il 24 novembre si vota per le elezioni studentesche. Noi, a differenza di altri, non ci vantiamo di aver tolto il PET o il pre-test, di non aver fatto aumentare le tasse e di trasmettere le partite dei mondiali. Siamo perfettamente consapevoli del limitato potere della rappresentanza studentesca, e non ci va di fare promesse che escano dal nostro raggio d'azione. D'altro canto, ponendoci come intermediari tra gli studenti e gli organi collegiali, perseguiamo un progetto più ambizioso: rendere l'università un luogo più vivibile. La nostra esperienza come rappresentanti ci ha insegnato che i risultati si ottengono quando ci si fa portavoce di problemi sentiti e che coinvolgono attivamente gli studenti, non certo raccogliendo firme.
Le riunioni si svolgono ogni martedì alle 18:30, nella sede di SinistrAttiva in piazzale Sobrero (nei pressi del centro stampa).
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